La Fabbrica di Nichi di Torino
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Tutti i WEEk End L'angolo di Nichi a Barriera di Milano e Mirafiori

Lun Dic 06, 2010 8:49 pm Da Admin

L'angolo di Nichi al mercato di Piazza Foroni …

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UN'italia di cui fidarsi

Ven Dic 10, 2010 1:16 am Da Admin


martedì 14 dicembre · 17.00 - 20.00


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Tutti i WEEk End L'angolo di Nichi a Barriera di Milano e Mirafiori

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L'angolo di Nichi al mercato di Piazza Foroni …

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UN'italia di cui fidarsi

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UN'italia di cui fidarsi

Messaggio Da Admin il Ven Dic 10, 2010 1:16 am


martedì 14 dicembre · 17.00 - 20.00
Luogo Torino Piazza Castello

Lettera aperta alla società civile


Il governo Berlusconi sta per cadere. Forse è già caduto: a prescindere dall'esito del voto parlamentare del 14 dicembre, il blocco sociale che ha irresponsabilmente sostenuto il governo finora mostra tutte le sue crepe, sotto i colpi degli scandali sessuali, della corruzione ostentata e dell’incapacità di dare risposte alla crisi economica e sociale che morde il paese. La fine di questo governo, che definiremmo ridicolo se non fossero tragiche le conseguenze del suo operato sulla vita di tante donne e uomini, non può che essere una buona notizia per qualsiasi cittadino, e come tale va celebrata. Ma ci sarebbe poco da festeggiare, la sera del 14 dicembre, se Berlusconi cadesse al termine di una partita giocata interamente all'interno del Palazzo.
Non ci basta.

La liberazione che meritiamo richiede un risveglio collettivo, richiede la reazione pacifica e determinata di chi è stanco di essere suddito, richiede che noi, uomini e donne che vivono in questo paese, scendiamo in piazza per sfiduciare davvero Berlusconi. Non aspettiamo Fini o suoi compari, non appendiamoci ancora una volta all'effimera volontà di parlamentari comprati e venduti come vacche da latte, non sottoponiamoci al supplizio di dover assistere da spettatori al tragicomico spettacolo che è diventata la vita parlamentare dell’Italia. La vera opposizione siamo noi, come abbiamo ampiamente dimostrato nelle tante lotte che abbiamo condiviso negli ultimi anni, nel silenzio della “grande politica”.

Il 14 dicembre saremo in piazza in tutta Italia ma non ci limiteremo a sfiduciare il governo, al contrario, dimostreremo che noi, nonostante tutto, non siamo sfiduciati. E' arrivato il momento di passare dalla resistenza alla riscossa. Crediamo che in questa giornata, a Torino come nelle altre città, debba farsi sentire forte la voce di quell’Italia che in questi anni ha visto i propri diritti ridursi, le proprie aspirazioni venire negate e che oggi paga il prezzo più alto della crisi economica.

Il governo è precario come noi, ma, a differenza di Berlusconi e dei suoi vassalli di oggi e di ieri, a differenza di chi lo sostiene e di chi abbandona la barca, noi non cadiamo. Noi il giorno dopo saremo ancora lì, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro nelle piazze pronti a costruire un'alternativa, pronti a ricostruire per noi e per tutti un futuro migliore. Se il 14 dicembre finirà un'epoca, la prossima saremo noi. Facciamo delle mobilitazioni di questi mesi, delle relazioni che abbiamo costruito, delle idee che abbiamo elaborato, l'inizio della nuova Italia.
Mobilitiamoci in tutte le città, invitiamo la società civile, le lavoratrici e i lavoratori, il mondo della cultura e i cittadini in lotta a costruire con noi una vera e propria giornata di liberazione.

Mandiamolo a casa, costruiamo il futuro.

Alessandro Orsi



Ultima modifica di Admin il Ven Dic 10, 2010 11:36 pm, modificato 2 volte

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Re: UN'italia di cui fidarsi

Messaggio Da valerio peverelli il Ven Dic 10, 2010 11:05 am

Il 14 ci sarà una grande iniziativa pubblica, alle 17 in Piazza Castello, per cercare di forzare la crisi e far cadere il governo.

Tutti voi avete credo visto lo spettacolo indecoroso dei deputati in vendita per 100.000 euro e una rielezione.
Tutti voi sapete che la caduta del governo, necessaria e indispensabile per far ripartire il paese, è solo la prima tappa di un cammino che deve portare un nuovo governo di un altro colore (con Nichi presidente, voglio sperare) alla guida del paese.
Tutti noi abbiamo assolutamente bisogno di un cambio di rotta drastico, e di un governo che non si limiti ad andare alla deriva.

Per questo il 14 ci troveremo in piazza castello, a partire dalle 17, con musica, teatro e tanti elenchi di cose, idee suggestioni per un Italia migliore.
Invitiamo tutti a pensare ad elenchi (un po' sul modello di Fazio) da leggere pubblicamente di cose di cui ti fidi e di cose di cui non ti fidi.

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Re: UN'italia di cui fidarsi

Messaggio Da valerio peverelli il Ven Dic 10, 2010 11:08 am

Già che ci sono vi lascio un'idea di elenco che mi è venuta sulla Lega e sul Nord, ovviamente sono graditi commenti, retifiche, e qualunque proposta alternativa, così come sono benvenuti altri elenchi.

Ecco il mio elenco "provvisorio" in brutta copia:

"Non ho fiducia in un partito del nord. Ho fiducia nel settentrione di questo paese.

1)Non ho fiducia in un partito che ha la secessione nel suo statuto, proclama di avere un'armata pronta a marciare su Roma, ma governa da un decennio occupando soltanto i ministeri.

Ho fiducia in questa parte dell'Italia, laboriosa, tollerante, meticcia, dalle grandi tradizioni di apertura intellettuale al mondo.

2)Non ho fiducia in un partito che per compiacere 563 pastori-truffatori fa pagare all'Italia una multa di 4 miliardi di euro (avete capito bene 4 miliardi già pagati ed un altro in arrivo!).

Ho fiducia in tutte quelle decine in migliaia di agricoltori onesti, che rispettano le quote latte, anche se la Lega li costringe a vivere in un paese di furbetti.

3)Non ho fiducia in un partito che si riempie la bocca di federalismo fiscale, ma abolisce l'unica tassa federale che avevamo, l'ICI, e governa a colpi di centralismo autoritario.

Ho fiducia in tutte quelle persone che pagano le tasse, anche quando la politica glorifica gli evasori fiscali.

4)Non ho fiducia in un partito che inventa costantemente la storia e le tradizioni del nord, fino a definirlo, chissà come mai, “Padania”.

Ho fiducia nella storia e nelle tradizioni del settentrione, che sono storia e tradizioni piene di libertà, lavoro, onestà, cultura, solidarietà, rispetto e antifascismo.

5)Non ho fiducia in un partito che desidera solo occupare i consigli d'amministrazione delle banche e degli enti pubblici, per piazzare “i suoi”.

Ho fiducia che la cosa pubblica, se resta un bene comune, sia a difesa degli interessi e dei bisogni dei cittadini.

6)Non ho fiducia in un partito che ha fatto la guerra ai meridionali e la fa agli immigrati, perché conosco i meridionali e gli immigrati.

Ho fiducia nei meridionali e negli immigrati, perché da quando sono arrivati hanno migliorato e arricchito il settentrione.

7)Non ho fiducia in politici che sanno solo insultare, urlare, parlare di calci in culo e offendere chi è di una religione diversa da quella che dicono di professare (senza per altro rispettarla).

Ho fiducia in tutti coloro che studiano e ragionano prima di parlare o di impegnarsi politicamente.

8)Non ho fiducia in un federalismo scritto da chi parla di Cattaneo senza averlo mai nemmeno letto.

Ho fiducia in Carlo Cattaneo perché ho scoperto in lui il patriota appassionato del risorgimento italiano e dell'unità d'Italia, il democratico, il repubblicano, il nemico dell'egoismo e del qualunquismo.

9)Non ho fiducia in quelli che si dichiarano contemporaneamente cattolici tradizionalisti e seguaci del dio Po, mettondo in scena rituali posticci vestiti come degli scozzesi; senza che ci si accorgano della contraddizione, i celti sono stranieri più dei rumeni.

Ho fiducia in tutti quei veri credenti che fanno dell'accoglienza dei deboli, dei diversi e degli indifesi la loro fede.

10) Non ho fiducia in un partito che odia i poveri, perché costringe i poveri di Torino a far la guerra ai poveri nati fuori Torino, per un alloggio, un lavoro, una borsa di studio, un qualsiasi diritto.

Ho fiducia nei lavoratori, che riescono a lottare assieme, senza chiedersi l'un l'altro se sono di Torino, o di Cuneo, o di Rabat, malgrado leggi come la Bossi-Fini, nate per dividerli.

11) Non mi fido di chi parla di legalità ma non ha rispetto per la costituzione, le nostre leggi, difende l'evasione fiscale ed è disposto ad allearsi con la mafia e il malaffare per andare al governo.

Mi fidavo di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ma la mafia l'ha eliminato senza che nessuno, in questo governo, ci trovasse nulla di veramente scandaloso

12) Non ho fiducia in un partito che non ha alcuna considerazione nella cultura e nell'istruzione, taglia i fondi all'EDISU e vuole sbattere fuori i non piemontesi dal sistema delle borse.

Ho fiducia negli studenti fuori sede, venuti in Piemonte anche grazie alle borse tagliate da Cota, grazie alla loro cultura e alla loro istruzione il nord potrà migliorare."

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Re: UN'italia di cui fidarsi

Messaggio Da Admin il Lun Dic 13, 2010 12:55 pm

Avete preparato il vostro elenco di
Mi fido/non mi fido?

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